IL DRAMMATICO RISVEGLIO DI PARIGI DALLE FESTE NATALIZIE
LA Jihad ha fatto un massacro nel giornale satirico “Charlie Hebdo” uccidendo nonostante due agenti di guardia 12 giornalisti e vignettisti al grido: “Allah è grande”. Gravi le condizioni anche dei feriti. Chi è riuscito a fuggire sui tetti si è salvato, ma il direttori Charb e i noti umoristi Cabu, Tignous e Wolinskj sono stati freddati da professinisti integralisti. Il tutto è successo a feste natalizie terminate. Mente mi trovavo a Parigi fino all’altro giorno si sentiva parlare di paura di stragi da parte dell’Isis, ma non si pensava a un obiettivo di questo tpo. A 24 ore dall’accaduto, in Piazza della Bastiglia, a Roma a Piazz farnese, a Milano davanti all’Ambasciata francese e in tante altre parti dell’occidente, ma specialmente in Europa si sono tenute maifestazione di condanna e solidarietà al popolo francese e in nome della libertà di stampa. Vignette violente e critiche nei confronti di tante religioni, anche di quella cattolica, di quella islamica, di movimenti gay , sesso, lesbische, ebrei, politica interna francese o oestera, crociate contro fanatismi religiosi sempre sul filo del dissenso. Sangue sulla libertà? O o “Charlie Edbo” ha osato troppo? Uno dei supestiti della strage durata 5 efferati minuti hanno distrutto ha annunciato che già tra pochi giorni la rivista tornerà in edicola. La comunità mussulmana può aiutare l’Occidente a fare accordi e frenare certi fenomeni? Gli Imam sono poi realmente sempre esclusi?
L’attentato è avvenuto vicino al mitico Boulevard Richard Le Noir, dove Simenon con la sua penna aveva ripetutamente scritto che lì si trovava la casa di Maigret, il suo investigatore che lo fece conoscere in tutto il mondo, mentre la sua professione di romanziere andava ben oltre. Una sede in una via poco frequentata che aveva già avuto tre anni fa avverimenti distruggendo la sede di “Charlie Edbo”. Molti attentatori sono nati in Francia, uno dei due fratelli attentatori sembra venga da Reims, anche se non vi si trova traccia nella sua abitazione di dove il gruppo è partito e come si è organizzata. Si pensi che Wolinsnki aveva lavorato per Linus. Forattini lo conosceva bene e ha voluto esprimere il suo sdegno con un disegno di una Tour Eiffel sulla cui cima cala una sciabola araba che trancia una matita. Eppure era così bella e dolce, anche se un poco fredda la mia Parigi ricca di mostre, di cinemini d’essai con belle rassegne, prime di film come “Wiplash” del regista Damien Chazell interpretato da Miles Teller e J. K. Simmons. La traduzione sarebbe “Colpo di frusta, una pellicola affascinante musicale ma anche educativa seppur criticabile in termine di risultati. Un film diverso ma altrettanto carico di significati e poesia è “Mr. Turner” di Mike Leigh, uno spaccato di un’epoca e della storia dell’arte e della società settecentesca agli arbori della modernità. Tra le mostre che più ho apprezzato è stata quella al Museo del Lussemburgo dedicata al mercante, “scopritore” dei pittori impressionisti Paul Daran Ruel, le moste di Sonia e Robert Delaunay, Il Marocco Moderno all’Istituto del Mondo Arabo e il Marocco Antico al Louvre, un’altra sezione seppur con elementi diversi al Brandly, ma anche Duchamp e da Delacroix i suoi “Oerintalismo”, disegni quadri, sculture, collezioni. Hokusai al Grand Palais e Viollet le Duc al Trocaderò, ma la lista è lunga e i concerti che si altenavano nelel chiese e nei teatri in ocacsione del Natale e di Capodanno facevano a gara con i numorosi spettacoli teatrali. Meritava una visita la neonata Fondazione Vuitton realizzata da F. Ghery pronta a fare concorrenza con quella di Cartier. Alla Casa Museo di Victor Hugo una rassegna dedicata al teatro con immagini di repertorio dalla Sarah Bernardt a Gerard Philip…e poi ancora il rinnovato Museo Picasso tanto ricco di quandri, tanto deludente nella sua struttura museale e nei suoi percorsi espositivi con la totale mancanza di un vero allestimento degno di un grande Maestro e povera di informazioni nelle sezioni.
Tra le novità parigine anche il grande spazio della Philarmonie di J. Nouvelle, la Maison de la radio l’ha invece progettata l’archietto Gaspar Joly. Tra il Ristorante Polidoro dove Woody Hallen ha girato uno dei suoi ultimi film di successo a Julien elegante e raffinato per non parlare de Laperouse locale storico ed esclusivo con i suoi salottini decorati privati per il ben mondo e per il teatro, nonchè per la politica, ma anche Il Bar à Huitres o L’escagot….E per le merende e un buon the Les Mariege Freres, La Durée e il classici Deux Magot e Caffè des Flores.
Una cosa che mi ha colpito. I marciapiedi della città dopo il 25 dicembre si sono riempiti di pini, centinaia, senza più addobbi ed erano talmente tanti che gli ecologisti hanno organizzato una campagna di racconto intorno ai tanti bei giardini che ogni quartiere posiiede. Tanti anche i clochard e poi lutto e dolore per l’atto barbaro al giornale satirico realizzato da due fratelli franco-algerini nati a Parigi, riconvertiti all’integralismo islamico. Il primo era anche un bravo rap. Anche Papa Francesco celebra il Santa Marta a Roma una messa per in mome della Pace e del dialogo intereligioso. il giorno prima aveva incontrato i maggiori Imam francesi ” I leader religiosi sono tenuti a propagandare la pace e la tolleranza. I mussulmani che vivono in Italia hanno paura di ripercussioni dopo la brutta vicenda parigina. Torno tra un mese a Parigi con qualche timore ma con nel cuore i bei ricordi di Sainte Genevieve e Saint Louis e S. Gervasio e Protasio, la bella Place Daufine e la mie belle e care residenze di Cardinal Lemoine e Place de la Contrescarpe, un quartire, il V° dove viveva Diderot, Hemigway e Curie, ma anche Prévert….Buon 2015 nonostante le guerre si moltiplicano e le borse economiche di tutto il mondo continuano a salire e scendere insieme ai vari politici e funzinari statali corrotti. Intanto grazie anche a Draghi qualche passo avanti in Europa si fa….La Grecia non è uscita dall’Europa e qualche progresso con la Banca Centrale si fa….