MIA FAIR ALLA SUA QUINTA EDIZIONE. W LA FOTOGRAFIA. BRAVO FABIO CASTELLI!
Arrivata alla sua 5a edizione, MIA sbarca nella nuova zona milanese delle Varesine (Porta Nuova) e lo fa in grande stile portandosi con se 170 Galleria di fotografia d’artista con grande successo di pubblico e di critica. Motore di questa particolare forma d’arte la Fiera della Fotografia, la più grande e forse l’unica in Italia a livello internazionale è diventata crocevia di scambio in materia per molti Paesi del mondo. Dai reporter ai fotografi d’autore, dagli amatori ai collezionisti, Mia Fair che possiede anche l’archivio fotografico di Pellizza da Volpedo da portare a EXPO, ha dimostrato di essere cresciuta e lo stesso ideatore e direttore, Fabio Castelli, caro amico da quando nei primi anni Ottanta lavoravo alla Galleria Adriana Milla – Fotografia Arte in Piazza Castello condividendone gioie e dolori…potroppo durammo qualche anno e poi dovemmo chiudere. Gli Ansel Adams costavano troppo e persino le antiche immagini di Aget o Basilico seppur molto apprezzate (i nostri vernissage erano sempre pieni di gente e gli inviti cartacei che inviavamo erano una delizia per gli occhi e più che un invito a venire a vedere le mostre, oggi si mandano via mail, ma non è affatto la stessa cosa e lo si vede, la gente va meno per mostre e poi erano pezzi di storia di garfica e fotografia per l’appunto da conservare), si salvavano per la vendita le immagini degli Alinari ma alla lunga cedemmo sotto il peso delle dannate stampe borghesi tagliate da meravigliosi e antichi incunaboli o cinquecentine.
Fabio Castelli era già da allora un meticoloso collezionista, attrezzato ed esperto. La sua casa aveva uno studio immenso pieno di lunghi cassettoni professionali con ogni foto divisa da veline e cartoni anti-acido per la conservazione. I suoi passepartout per incorniciare le foto erano tagliati a mano da uno dei due esperti di Milano, uno in centro città e l’altro sul Naviglio…era un bell’uomo e lo è ancora e seppur impegnato come imprenditore amava la fotografia sopra ogni cosa. L’avevo incontrato anche ad Arles dove nel cortile di un chiostro romano all’interno della città vecchia c’era la mostra mercato della fotografia internazionale e lì venivano anche tanti giovani a fare vedere i loro portfolio, alcuni divennero famosi. Si comprava e si vendeva sotto il sole della Provenza con campi infiniti di girasoli intorno alle mura e all’Arena di Arles, la cittadina tanto cara a Van Gogh. Era destino che la Fiera della Fotografia, o meglio che gli Incontri Internazionali della Fotografia si facessero proprio lì. C’era un vortice di gente, si scambiavano indirizzi, si scattavano foto a colore e in bianco e nero e le mostre non si contavano nemmeno in ex luoghi sacri sconsacrati, ex ruderi restaurati, immense sale accoglievano le immagini di tutto il mondo, le novità venivano subito afferrate specie da inglesi, francesi e americani. Noi portammo Castella, Basilico, Roiter, (arabo e americano) foto in albumina e ai sali d’argento di Nadar, Atget,Bonfils, Ghirri, Scianna, Sutclif.. e poi come era brava a cercare di fare l’ufficio stampa Silvia Servi, in tempi in cui la fotografia non era considerata un’arte da comprare, d appendere in casa….Marco Zanuso ci aveva fatto la galleria dalle pareti e dai mobili-contenitori e librerie di un azzurro chiarissimo, polvere con la scala a chiocciola di ferro antica che portava nell’ufficio del soppalco. Sua moglie, Billa, scendeva dal suo appartamento al piano di sopra e veniva a prendersi un te e a fare quattro chiacchiere dando suggerimenti. Ma torniamo alla Mostra Internazionale di Fabio Castelli che si sta chiudendo in un epoca in cui il digitale è sovrano.
Un grazie va anche a Olivia Maria Rubio, Gianluigi Ricuperati, Taiana Franck, Joe Baio, Krzysztof, Cristina Nanasse, preziosa più che mai. E che nostalgia nei dibattiti sentire parlare di Roland Barthes e della sua “La camera chiara”…..