SERGIO RUBINI E DANIELE RUSSO AL TEATRO CARCANO DI MILANO IN “IL CASO JEKYL

Stimato studioso Henry Jekyl, visuuto a cavallo tra Ottocento e Novecento, proprio negli anni in cui la psichiatria diventa uan scienza medica garzie a Freud e Jung , Henry studio in solitudine sulla mente dei pazienti e l’origine della causa della malattia mentale che coinvolge anche il fisico. Il conflitto tra l’IO e la sua parte Oscura, laa sia Ombra, denominata Inconscio.

Istinti, desideri inconfessabili, creatività e piaceri li vuole sperimentare su se stesso per meglio comprendere cio’ che turba le anime.Edeward Hayde, da qui nasce il tutto.

Il lato razionale e quello irrazionale. Una recitazione affannosa , fantastica, a tratti calma quella di sergio Rubini e Daniele Russo. Esiste un doppio malvagio di noi stessi? Si puo’ disinnescarlo anche a costo di ucciderlo..Un bel rischio…

La regia di Sergio Rubini parte dal celebre romanzo di Stevenson..Lo strano caso del dottor Jekyl e mr. Hyde..una apologia sulla condizione umana, il tutto in chiave drammaturgica. La metaamorfosi di uan persoan che rivela il suo doppio…La malattia mentale divora le sue vitttime, ma anche la sua stessa teoria. Una storia molto vicina alla nostra contemporaneità, ai pericoli e ai piaceri che nascono ed esplodono dalal propria Ombra. Tutti necessitano di meditare sul proprio inconscio, portandolo fuori da noi stessi, nella collettività, scavi in solitudine non vanno bene generano violenza e sofferenza.

Un monitor ….un ascolto….oggi piu’ che mai.   Sulla scena i due attori sono un verfo spettacolo e la Regia di Sergio Rubini non delude.


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