A VENEZIA KICKING OFF A NEW ERA…ALL’ARSENALE
Ultimi giorni per visitare GENKI, un innovativo progetto espositivo che mette in dialogo la filosofia orientale con il Metaverso e NFT art
Ultimi giorni per visitare presso lo Spazio Thetis, all’Arsenale di Venezia, gEnki, parte del progetto espositivo “The first annual Metaverse Art @Venice” ideato da Victoria Lu, artista eccentrica e nota critica d’arte del mondo cinese.
L’esposizione visitata ormai da oltre 40000 persone, si sviluppa attraverso un percorso di installazioni digitali, opere NFT legate alla blockchain, con performance su web. I progetti sono focalizzati su tematiche quanto mai attuali, dalla fluidità di genere ai cambiamenti climatici, dal conflitto tra tradizione e tecnologia alla sostenibilità, al dialogo tra impermanenza e immortalità digitale e non manca il fashion, con sfilate di moda attraverso la realtà aumentata.
Una delle finalità della mostra è quella di attrarre in particolare i giovani della Generazione Z, i cosiddetti “nativi digitali” e di indurli a riflettere sulla possibilità di convivere in uno spazio altro, virtuale, in armonia e condivisione, cioè il Metaverso, che può divenire il riferimento per realizzare esperimenti di cooperazione incrociata, potenziamento tecnologico, ma anche di apertura e tolleranza, prendendosi cura del futuro, proteggendo l’ambiente, aspirando a un coinvolgimento globale e stimolando interazioni intellettuali e l’immaginazione.
Genki è un concetto filosofico antico in Oriente, che rappresenta l’energia vitale che genera ogni cosa. Essere Genki significa dare il meglio di se stessi e creare un legame positivo con le persone. Lo studio del Genki si riferisce alla percezione umana della natura e del mondo e potrà quindi contribuire a far comprendere il legame tra realtà fisica e virtuale, proponendo un nuovo modello di condivisione in cui un’arte senza confini di nazionalità o genere possa dare speranza semplicemente attraverso la sua bellezza.
Gran parte degli artisti partecipanti, più di 200, sono giovanissimi con una notevole presenza femminile, ancora rara in Occidente in questa nuova frontiera dell’arte.
Impossibile citare ogni progetto della mostra; tra i più significativi ricordiamo quello congiunto tra professori e studenti del Beijing Institute of Fashion Technology: WEAK ENTITY VIRTUAL FASHION SERIES.
Attraverso la combinazione di arte e tecnologia, si esplora il mondo della moda con esperienze immersive di integrazione online e offline, dove i confini tra mondo digitale e fisico si fanno sempre più sfumati, mentre l’integrazione tra tecnologia e arte, sempre più profonda. Una delle opere rappresentative del progetto è PLANT PLANET, mirata a esplorare la relazione reciproca tra il corpo e le piante, enfatizzando un modello di moda del futuro che si rifà alle loro forme ed estetica.
THEIRS SERIES, invece, è il progetto degli artisti Harrison Enli Yu e Heather Wong, che esplorando il tema della fluidità di genere, hanno dato vita a “Theirs”, idolo virtuale dotato di intelligenza artificiale, nat* nel 2022, all’interno del Metaverso. Scomparendo dal corpo fisico, Theirs, che non è né lui né lei, ma loro, può raggiungere l’immortalità digitale.
Dell’artista Fei Jun, che ha rappresentato la Cina nell’edizione 2019 della Biennale Arte, citiamo il progetto EMOLOG, una serie di immagini generate dai dati emotivi quotidiani dell’artista, come un momento di inspiegabile malinconia, panico per il COVID-19 o delusione riguardo elezioni americane; questi dati sono stati raccolti utilizzando dispositivi di frequenza cardiaca. Questo registro non è soggettivo, né necessariamente oggettivo, sembra virtuale, ma è inestricabilmente intrecciato con ogni giorno reale.
L’allestimento espositivo si snoda tra i due edifici cinquecenteschi collegati dal parco-sculture di Spazio Thetis e culmina con l’originale installazione di un grande monitor di 4 metri per 3 posizionato all’interno di una piscina per esperimenti scientifici attualmente vuota e protetta da una rete. Lo schermo riproduce un video musicale BORN A DRUM QUEEN dell’artista A-DUO con scene di danza dei tamburi da cui emerge il processo che va dalla competizione iniziale alla successiva integrazione tra i danzatori tradizionali e i danzatori contemporanei, creando un dialogo tra cultura classica e modernità.
gEnki, progetto a cura del Prof. Angelo Maggi, Vicerettore dell’Università IUAV di Venezia e del curatore Fu Sen, presenta le ricerche sviluppate congiuntamente da professori, studenti e artisti di Università di diverse parti del mondo, ed è stato promosso dall’ Università IUAV di Venezia e dalla Scuola di Dottorato di Storia delle Arti dell’Università Cà Foscari di Venezia.